Robotix R2040 (confezione originale, 1984)Di tutti i cimeli degli anni '80 che ricordo con maggiore affetto sono i giocattoli. Di questi, molti sono finiti nel dimenticatoio a causa di errate scelte commerciali, mode, avanzamento tecnologico o cambio di interessi nei loro destinatari finali, cioè i bambini. Di tutti i giocattoli dimenticati ce n'è uno che ricordo con grande affetto, e che immeritatamente è finito molto presto in cantina: Robotix.

Robotix è un gioco di costruzioni di ambientazione fantascientifica. Comprendeva una serie di modelli che spaziava da giganteschi robot e mezzi lunari ad astronavi e basi spaziali. Ogni modello disponeva di uno o più motori a batteria che ne muovevano le parti o li facevano avanzare. I modelli semoventi erano filoguidati e controllati da una console.

Robotix R2040 (pezzi nella scatola)Ogni modello era venduto in una scatola di cartone rigido riccamente decorata con immagini molto evocative e dettagli futuristici. I pezzi erano di plastica, di grandi dimensioni, alloggiati in sagome di polistirolo all'interno della scatola, dove ogni pezzo trovava il suo collocamento. Di solito erano di colore grigio e con finimenti e dettagli molto elaborati, in perfetta linea con i canoni della fantascienza di quegli anni. Insieme ai pezzi c'erano anche i motori, i cavi di collegamento ed eventualmente una o più figure umane di astronauti che ne fungevano da piloti.

Data la bassa granularità dei componenti, i modelli avevano pochi pezzi, alcuni di essi erano molto grandi. Sebbene questo potesse essere un vantaggio in favore del realismo e della semplicità di assemblaggio, si tradusse anche in un limite poiché dava poco spazio alla creatività. La fortuna dei Lego è stato appunto l'alto grado di libertà che mattoncini molto piccoli e molti semplici davano aumentando enormemente le possibilità di assemblaggio.

Ogni confezione di Robotix conteneva un manuale di istruzioni che guidava passo per passo nella realizzazione di uno o più modelli. Esistevano inoltre kit di espansione ed era prevista la possibilità di unire i pezzi di due o più scatole per creare robot ancora più grandi.

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