Fede nuzialeCapita il giorno che ci si trova di fronte ad una linea immaginaria che separa quello che siamo oggi da quello che potremmo diventare un giorno. Una linea d'ombra che offusca la visuale, che getta incertezza sul futuro e non lascia intravedere quello che ci aspetta. Varcare la linea significa abbandonare le certezze di oggi per un futuro tutto da scoprire.

Era la sera del 28 giugno 2013. Solo in casa mi preparavo per il grande passo che fa di ogni coppia il fondamento della società. La mia attuale moglie era partita nel pomeriggio verso la nostra meta per curare gli ultimi preparativi ed io nel frattempo pensavo.

Ciò che stavamo per compiere era il punto conclusivo di un lungo percorso di preparazione, ma nella vita non si è mai pronti. Più che un punto di arrivo il giorno seguente sarebbe stato un nuovo inizio, il passaggio di quella sottile linea d'ombra che Lorenzo Jovanotti descrive molto bene nell'album "L'Albero" (1997).

Il passaggio dall'adolescenza all'età matura è sfumato, si compone di tanti passi che un giorno ci portano a guardarci alle spalle e vedere che non siamo più ragazzi. Il tempo del "dolce stare in mare quando sono gli altri a fare la direzione" è già finito quando dentro di noi avvertiamo il desiderio di prendere il timone e tracciare la nostra rotta. Ciò che frena è principalmente l'incertezza, il vedere la propria vita cambiare radicalmente, come quando da bambini rompevamo un giocattolo. Il giocattolo rimaneva sempre nella cesta dei giochi ma il suo tempo era andato e sapevamo che non ci avremmo più giocato, almeno non come un tempo.

La vita ci chiede di prendere il timone e la ricompensa è interessante perché in fondo è ciò che il cuore comanda. Questa è la nostra responsabilità nei confronti della società e dei nostri antenati, quelli che prima di noi si sono fatti carico di questa resposabilità e ci hanno accompagnati verso l'età adulta. Adesso tocca a me fare un passo in più.

E' il dilemma che attraversa la nostra vita. Gabriele Muccino lo racconta in tono secondo me più pessimistico e romantico nel film "L'ultimo bacio" (2001). La scena finale è densa del peso di questa scelta e non tutti i personaggi scelgono di imbracciare la propria vita, con tutte le gioie e le responsabilità dell'essere adulti, e compiere il proprio destino.

Questo è ciò che ho pensato la sera del 28 agosto 2013. Questo è ciò che mi padre immagino abbia pensato prima di me.

Commenti   

0 # Scelte definitiveSantuzzo 2013-09-18 17:58
Credo sia naturale avere questi pensieri. Cosa hai pensato quando avevi finito le scuole? Quello che lasciamo diventa sempre un po' scontato, come se "finora si è sempre scherzato, ora si inizia a fare sul serio". Penso che ogni cammino sia costellato di questi momenti. Certo, una società che è poco attratta dalle scelte radicali e definitive stimola a guardare a queste cose con incertezza, ma quello che ci ricavi vale molto. Pensa al bello di una vecchiaia insieme costruita in negli anni. Alla fiducia reciproca guadagnata in anni di fedeltà. Oggi si vuole tutto e subito, se c'è da aspettare (o da guadagnarsela) non vale la pena. Ma sarebbe la stessa cosa senza la fatica?
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