Windows XP (25 ottobre 2001, Microsoft Corp.)Quando anni fa Microsoft ha iniziato a sventagliare l'idea di mandare in pensione Windows XP ho pensato che quel giorno non sarebbe mai arrivato. Inizialmente si è parlato del giugno 2011, data poi procrastinata in seguito allo sconcerto degli utenti ed alla mancanza di una vera alternativa (Windows Vista non era preso in considerazione). XP fu rilasciato nel lontano 25 ottobre 2001 ed è stato uno dei sistemi operativi meglio riusciti in casa Microsoft. Coniugava in sé il meglio delle due linee di sistemi operativi allora in circolazione, adattandosi alle esigenze di utenti casalinghi e di grandi aziende.

Da oggi si chiude un'era e WinXP passa alla storia dell'informatica in quanto cessa definitivamente il supporto da parte di Microsoft. Ciò si traduce nella cessazione dei rilasci delle patch di sicurezza da parte della casa produttrice, necessarie per mantenere il pc in salute.

Eventi di questi tipo non sono rari nella storia dell'informatica recente. Basti pensare a Windows 95 (31 dicembre 2002) e Windows 98/ME (10 ottobre 2006) abbandonato in seguito alla scoperta di una falla di sicurezza critica che rendeva le macchine vulnerabili agli attacchi sulla porta 139 (il famoso Win Nuke). Dopo poco è toccato anche al famigerato Windows 3.11, andato in pensione il 6 novembre 2008 dopo quasi 18 anni di onorato servizio. Adesso tocca anche a Windows XP.

Desktop di Window XPLa struttura a kernel ibrido di Windows XP lo rendeva più agile del classico kernel monolitico tipico del mondo main frame pur mantenendo buone performance grazie all'aumento esponenziale della potenza di calcolo cui assistemmo in quegli anni. Il supporto di applicazioni per Win 9x inoltre spalancava la porta a tutta un parco sowfware fino ad allora sviluppato. Inoltre, forniva già tutta una serie di strumenti multimediali per accedere alla rete, a Internet e per l'esecuzione di DVD, filmati e brani musicali. Dal punto di vista grafico introduceva una nuova interfaccia grafica che poteva però essere disabilitata in favore dell'interfaccia classica, mantenendo comunque le nuove strutture di menù grafici personalizzabili.

Dal punto di vista dei requisiti era decisamente parco. Si accontentava di una cpu a 233 MHz (consigliati 300), 64/128 MB di RAM (256 consigliati), 1.5 GB di spazio su disco anche se ne bastavano molti di meno. Gestiva perfettamente le periferiche grafiche e audio moderne ed i sistemi in input PS/2 e USB, nonché tutta una serie di periferiche che venivano riconosciute automaticamente (finalmente il Plug 'n' Play) e gestite attraverso driver generici grazie anche agli sforzi fatti insieme ai produttori di hardware per unificare le interfacce di comunicazione tra PC e periferiche. Unica pecca era il sistema di autenticazione da effettuare dopo l'installazione delle versioni non OEM, che obbligava alla registrazione entro 30 giorni dall'installazione.

La reazione alla notizia dell'abbandono di WinXP ha suscitato reazioni contrastanti. Chi ha applaudito al crollo di un antico muro che frenava l'innovazione, chi ha dato la colpa agli utenti pigri che non hanno voluto migrare a sistemi operativi moderni, chi si indigna pensando di dover cambiare computer perché il vecchio PC non supporta Windows 7.

A discolpa degli utenti va detto che con questa manovra saranno mandati in discarica milioni di computer funzionanti ma non in grado di eseguire Win7 perché tecnologicamente arretrati o non in possesso dei requisiti minimi. Si parla di una montagna di rifiuti tecnologici che nessuno ha idea di come smaltire. Fortunatamente la rete abbonda di soluzioni e consigli per la migrazione, articoli che sviscerano le possibilità e danno indicazioni su come migrare la propria postazione da Windows XP ad un sistema operativo più moderno. Ne parla pure ASPO Italia, dando anche qualche consiglio su come arginare il problema che è stato nominato Apocalisse XP. Basti pensare alle pubbliche amministrazioni ed agli uffici privati che per regolamento non possono utilizzare software non aggiornati. Si parla di centinaia di migliaia di pc da dismettere solo in Italia, postazioni relegate a compiti di office automation che potrebbero funzionare benissimo con sistemi operativi alternativi come Linux.

Per Microsoft deve essere stata un'impresa mantenere attive fino ad oggi due linee di sistemi operativi, fornire l'assitenza e gli aggiornamenti periodici e non mi riesce difficile immaginare che prima o poi il prodotto sarebbe stato dismesso comunque. Inoltre, chi usa Internet Explorer è più esposto a minacce e malfunzionamenti. Rimane pur vero che con un antivirus aggiornato ed un po' di buon senso il vecchio XP può ancora fare il suo mestiere, tuttavia non supporta le versioni successive del browser web. A parte le minacce alla sicurezza, l'esperienza dell'utente rischia di essere limitata poiché negli ultimi anni gli standard del web sono cambiati notevolmente.

Con la fine di XP finisce pure un'epoca. L'epoca che ha visto il picco della diffusione dei PC come ioPannello a mattonelle di Window 8 li ho conosciuti. Oggi i PC sono tablet, smartphone o gli ultimi arrivati, i phablet, dispositivi touch screen con display troppo grandi per gli smartphone ma troppo piccoli per essere tablet. E' un mondo di dispositivi wireless sempre più connessi, che offrono funzioni social avanzate ed eseguono applicazioni scaricate direttamente dalla rete. Il sogno di ogni visionario che come Bill Gates a metà degli anni '90 auspicava l'avvento di tecnologie simili nel libro La strada che porta al domani. Per i più nostalgici, ecco una raccolta di screenshot delle versioni retro di Windows, dalla 1.0 in poi.

E' un mondo che richiede sempre più responsabilità da parte degli utenti anche se i produttori di software insistono sul contrario. Allargando il bacino di utenti e le possibilità aumentano le minacce ed ogni utente deve svolgere un ruolo attivo per arginarle, senza dare per scontato che intanto possa farlo l'innovazione.

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