Alcuni pensieri e considerazioni sul mondo del software, scritte da un insider

Microsoft Excel 1.01 (30 settembre 1985)Anno grandioso il 1985, che oltre a We are the World, Ritorno al Futuro, Ultima IV e Super Mario Bros, ci ha regalato Excel 1.0, il primo foglio di calcolo di casa Microsoft. Oggi Excel compie trent'anni ed è ancora considerato uno dei software più riusciti della storia. Non a caso decretò lo strapotere della suite Microsoft Office nell'ambito dell'office automation.

Dal 30 settembre 1985 ad oggi Excel è cresciuto e cambiato tantissimo. Da applicativo standalone di trent'anni fa, si è arricchito progressivamente di funzionalità. Oggi è un prodotto complesso, distribuito come un'app e punta molto sul cooperative working. E' diventato uno standard de facto nel mondo dei fogli di calcolo e oltre all'office automation viene usato in moltissimi altri ambiti ed è considerato una delle competenze di base nell'utilizzo dei moderni personal computer.

Excel ha però umili origini. Inizialmente veniva distribuito anche sulle piattaforme Apple, che erano dotate di potenzialità grafiche superiori. Questo approccio non permise a Microsoft di consolidare ulteriormente la propria posizione tra gli utenti di PC IBM compatibili ed in un certo senso prestò il fianco alla crescita del prodotto Lotus 1-2-3.

Evoluzione dell'homo informaticusSogno un mondo in cui la figura dell'informatico abbia il proprio valore. Purtroppo la cosa non è scontata. L'informatico oggi è spesso confuso con il profilo del tecnologo o dell'utente esperto, altra cosa purtroppo non scontata. Per molti oggi l'informatico è quello che "ci capisce di tutte quelle cose di tecnologia", cosa questa tutt'altro che scontata. Sarebbe bello che tutte queste cose fossero chiare come quando parliamo di un medico o di un meccanico, ma purtroppo non è così.

L'informatica è una disciplina giovane e per questo forse non ben delineata nei suoi ambiti. Come informatico penso che non sia equo pretendere che il mio interlocutore capisca immediatamente di cosa mi occupo, sarebbe però un buon punto di partenza se la mia figura professionale fosse considerata alla stregua di un qualsiasi altro tecnico, senza il bisogno di scendere nei dettagli per confermare che la mia formazione va un po' oltre l'installazione di Whatsapp.

SingolaritàLa progressione esponenziale è uno dei temi più discussi in ambito informatico poiché descrive l'andamento dello sviluppo tecnologico ma anche un limite alla complessità computazionale. Un problema che aumenta di complessità in modo esponenziale diventa presto insolubile poiché le risorse necessarie alla sua soluzione aumentano in breve tempo fino a superare i limiti pratici di tempo o spazio. Allo stato attuale di conoscenza, questo è un vincolo universale ed invalicabile, anche se i numeri a volte possono ingannara. La progressione esponenziale infatti aumenta in modo sorprendente per la mente umana perché i nostri processi cognitivi sono lineari e faticano a comprenderne l'andamento. Inizialmente la crescita sembra essere sotto controllo e non ci si preoccupa perché l'aumento non è ancora così ingente da destare i nostri sospetti. Esiste però un punto in cui questo andamento trascende la nostra comprensione superando i limiti della nostra mente: tale punto è detto singolarità.

Nonostante il nostro mondo sia per natura finito e soggetto a fenomeni lineari, i fenomeni esponenziali esistono e caratterizzano la nostra società. L'aumento della popolazione segue una legge esponenziale, così come la legge di Moore asserisce che ogni 24 mesi la potenza di calcolo di un computer, espressa come numero di transistor miniaturizzati nella sua CPU, raddoppia. Se il processo non subisce mutamenti, prima o poi si arriva alla singolarità.

Vecchi computerChi è vissuto almeno un trentennio si sarà certamente accorto di quanto il mondo sia cambiato negli ultimi anni, grazie soprattutto all'evoluzione tecnologica. Quando avevo 15 anni le televisioni mi sembravano uguali a quelle che guardavo da bambino. Sostanzialmente avevano il tubo a raggi catodici, uno schermo un po' più squadrato rispetto ai TV color del 1985, e certamente qualche funzionalità in più come lo spegnimento programmato o la ricerca automatica dei canali. Tuttavia, se avessi messo pouto portare la mia TV del 1995 indietro di dieci anni, probabilmente in pochi avrebbero potuto apprezzarne le differenze. Il confronto non regge se però confrontassi il vecchio TV color del''85 con uno schermo a led moderno. Sembrerebbe quasi un oggetto alieno. Nell'informatica questa evoluzione è stata anche più rapida e le differenze sono sempre più evidenti man mano che si aumenta la distanza in termini di anni. Ma come reagirebbe un bambino moderno di 8 anni davanti ad un vecchio PC degli anni '70-'80? Abituato a schermi touch, app, grafica, web e streaming, probabilmente non capirebbero il senso di un oggetto così limitato, e nel nero del suo schermo a tubo catodico, rischiarato da caratteri e prompt lampeggiante ai fosfori verdi, vedrebbero solo il vuoto e l'assenza di tutto ciò che sin dall'inizio ha imparato a conoscere come multimedialità.

Lancio di Windows 95 (24 agosto 1995)Venti anni fa, il 24 agosto del 1995, il mondo dell'informatica di consumo cambiava radicalmente con l'avvento di Windows 95, nome in codice Chicago. Finalmente i desktop si rivestivano di un look and feel innovativo, intuitivo e avanzato, perfino la televisione era inondata da una martellante campagna pubblicitaria sulle note di Start me up dei Rolling Stones. Il prezzo più competitivo e la maggior semplicità rispetto ai sistemi operativi a riga di comando tipo MSDOS ne fecero il trampolino di lancio per Microsoft per la conquista del mercato desktop.

Windows 95 ottenne grande successo tra gli utenti domestici perché si poneva come un sistema operativo a tutti gli effetti, e non come un'interfaccia grafica per MSDOS, com'era appunto il suo predecessore Windows 3.1x. Inoltre, incorporava in sé molte funzionalità che lo orientavano alla multimedialità e all'uso in rete. Windows 3.1 infatti non implementava lo stack TCP/IP, in altre parole non poteva colloquiare con altre macchine su reti TCP/IP in modo nativo. Windows 3.11 in un certo senso fece da apertura verso la rete, ma l'interfaccia nativa era NetBEUI. Per accedere alle reti IP occorreva installare un componente aggiuntivo chiamato Trumpet WinSock. Questo perché fondamentalmente Microsoft, almento fino al 1995, non aveva mai creduto veramente nella potenziale diffusione di Internet e delle reti basate su protocolli non proprietari.