Le avventure del barone di Munchausen (Terry Gillian)

Regista Terry Gilliam
Anno 1988
Genere Fantastico/Avventura
Durata 126 min
Nazione GB, Italia

Siamo nel XVIII secolo, una città immaginaria è presa a cannonate durante l'assedio del sultano turco. In città tuttavia, la compagnia teatrale di Henry Salt e figlio (corretto in "figlia" dalla figlia Sally Salt) rievoca le gesta del leggendario Barone di Munchausen, nobile cavaliere simbolo di un'epoca ormai al tramonto in un'Europa dominata dalla cultura scientifica e razionale. Durante lo spettacolo fa la sua comparsa un bizzarro personaggio accompagnato da un cane levriero, che poi si rivela essere il vero Barone. In collera per le lacune del racconto, sale sul palco e inizia a raccontare la sua vera storia e come la guerra iniziò.

Il barone spiega che la responsabilità della guerra è sua e che solo lui può porvi rimedio, ma per fare ciò deve ritrovare i suoi quattro servitori. Confeziona una mongolfiera con la biancheria intima delle donne della città e con essa vola sulla luna, accompagnato da Sally Salt, dove ritrova Berthold, prigioniero del re della luna. I tre riescono a fuggire dalla prigione con l'aiuto della regina, ancora innamorata del Barone, ma precipitano nel vulcano del dio Vulcano (Efesto), dove ritrovano il forzuto Albrecht, che ha cambiato vita e che ora fa il cameriere presso la corte del dio. A causa di un atteggiamento licenzioso del Barone nei confronti della dea Venere, il gruppo viene cacciato dalla dimora del dio e finisce in mare, dove però viene inghiottito da un pesce gigantesco. All'interno della pancia del pesce si trova un relitto dove in gruppo ritrova Adolphus e Gustavus. Il gruppo è ora al completo, fugge dalla pancia del mostro e torna in città, dove in una rocambolesca battaglia sconficcono le schiere del sultano.

Il Barone è quindi portato in trionfo, ma viene colpito da un colpo di fucine sparato dal funzionario e reggente della città Horatio Jackson. A questo punto la storia fa corto circuito e la scena torna nel teatro, dove il vecchio Barone termina il suo racconto e guida il popolo alle mura della città, dove aprono le porte e scoprono che l'esercito nemico è in ritirata.

Alla fine del film non è chiaro quando l'esercito turco sia stato sconfitto, ma questo è un dettaglio marginale se si considera il ruolo dei personaggi chiave. Il Barone rappresenta la fantasia, l'eroismo e l'irrazionale, valori di un passato cavalleresco che il XVIII secolo ha ormai cancellato e ripiattato con l'Illuminismo. Il funzionario Jackson invece rappresenta la razionalità portata all'eccesso, perfino nella trattativa per la resa col sultano e nella condanna all'eroismo da parte dei suoi ufficiali, visto come un elemento destabilizzante.

Non è quindi importante quale fazione vince la guerra e in che modo, quanto più lo è il prevalere dell'eroismo sulla razionalità e la supremazia del modello cavalleresco anche se ormai in decadimento.

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