Ciao, Mascotte del XIV campionato mondiale di calcio (Italia '90)Questa sera potrebbe essere di nuovo una notte magica come quel 9 giugno 1990, quando l'Italia disputava la prima partita del quattordicesimo mondiale di calcio. Quella sera di 24 anni fa la tensione era altissima, grande era l'aspettativa. L'Italia ospitava il campionato e nei miei sogni di bambino di dieci anni doveva vincere la coppa del mondo. Quella sera alle ore 21 allo stadio olimpico di Roma iniziava il debutto contro l'Austria di Anton Polster, dal quale uscivamo vincitori grazie ad una sospirata rete al '78 minuto di Totò Schillaci.

Fu l'inizio di un mese fatato, all'epoca la nazionale italiana schierava la crème del campionato nazionale, nomi illustri che ancora risuonano negli annali. Contro c'era il Brasile di Zico e Dunga, la Germania ancora divisa di Lothar Matthäus e Jürgen Klinsmann e l'Argentina di Diego Armando Maradona. In Europa c'era l'Olanda di Ruud Gullit e Marcel Van Basten. La lista è ancora molto lunga.

Sebbene io non sia mai stato un grande appassionato di calcio, ricordo con nostalgia quel mondiale, seduto sul vecchio divano in sala con papà e mio fratello a sognare e imprecare.

Il mondo era diverso, ripensando a quei giorni tutto sembrava migliore. Il calcio sembrava più sano, lo sport mi sembrava una cosa sana. Aprendo una cartina geografica a scuola si vedeva subito che il mondo era diverso. Si leggevano nomi di stati che oggi non esistono più, c'era la Jugoslavia, la Germania era divisa dal Muro di Berlino, la spesa si pagava in Lire, la FIAT era il fiore all'occhiello dell'industria automobilistica italiana, eppure era un mondo destinato a cadere. Di lì a poco una ventata di nuova politica avrebbe spazzato via i vecchi e traballanti partiti ancora legati alla Prima Repubblica.

Oggi il mondo è diverso. L'Europa unita ci ha insegnato la difficenza, la crisi sembra aver cancellato quell'atmosfera di Amarcord che legava il nostro paese ad un passato immobile, che tutti ci criticavano ma che poi tanto amavano quando si trattava di venire in vacanza al mare sulle nostre coste.

Forse è solo un problema di prospettive. Un tempo guardavamo un mondo che sembrava avere davanti a sé ancora una prospettiva di prosperità. Oggi abbiamo deciso che la prosperità é finita ed inizia il pessimismo. Vediamo il mondo che crolla e se ci mettiamo tutti d'accordo il mondo può crollare davvero.

Il ricordo più bello di quell'estate rimane però la canzone, Un'estate italiana, anche nota come Notti Magiche, di Giorgio Moroder e cantata da Edoardo Bennato e Gianna Nannini.

Aggiungi commento

I commenti non sono pubblicati automaticamente ma sono soggetti a validazione. Non è tollerato l'uso di linguaggio osceno, lesivo della dignità, razza, religione o opinione altrui. Il dialogo DEVE svolgersi in tono moderato e civile. Se non sei d'accordo astieniti dal commentare


Codice di sicurezza
Aggiorna