Pensieri e divagazioni su argomenti vari

Raffaele Bendandi (Faenza, 1893 - 1979)Raffaele Bendandi, classe 1893, naque a Faenza (RA) il 17 ottobre nel quartiere popolare detto Filanda Vecchia e morì nella stessa città il 3 novembre 1979. Sismologo autodidatta e pseudoscienziato, fu da sempre in contrasto con la comunità scientifica per la sua teoria sui terremoti, per la quale non fornì mai prove empiriche o confutabili. Egli sosteneva che il moto dei corpi celesti avesse influenza sulle masse semiliquide nel sottosuolo terrestre alla stessa maniera delle maree e che quindi studiando il moto degli astri si potessero prevedere le scosse telluriche.

Utilizzando il suo metodo, Bendandi riuscì a prevedere con buona approssimazione il terremoto che il 4 gennaio 1924 colpì le Marche, innalzandosi così agli onori della stampa. Nello stesso anno venne nominato Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia da Benito Mussolini ma nel 1927 la sua fortuna iniziò a svanire. Gli fu persino intimato di interrompere le proprie ricerche pena l'esilio sebbene lui continuasse a sfornare previsioni per l'Italia che regolarmente pubblicava su testate straniere.

Giornata Mondiale dell'Acqua - 22 marzo 2012Di questi tempi si parla spesso dell'acqua. Risorsa indispensabile alla vita e bene comune dell'umanità, è sempre più spesso oggetto di contenziosi proprio perché insostituibile. Nel XX secolo i governi hanno combattutto per il petrolio e lo fanno ancora oggi, ma il petrolio buono sta finendo. Ora ci siamo accorti che mentre il mondo può puntare sulle fonti alternative ed affrancarsi ache solo in parte dalle fonti fossili, l'acqua resta insostituibile. Quando frequentavo le scuole elementari la maestra ci raccontava che un giorno l'oro blu sarebbe diventato ancora più prezioso di quello giallo o di quello nero.

Domani ricorre la Giornata Mondiale dell'Acqua 2012, quale occasione migliore per ripensare all'uso che il Nord del Mondo sta facendo di questa risorsa ed ai problemi che il resto del mondo sta incontrando per la scarsità di approvvigionamento.

SnowboarderAvevo 19 anni quando ascoltai per la prima volta Proud like a god dei Guano Apes e ricordo come se fosse ieri l'emozione che The lord of the boards trasmetteva... L'inno degli snowboarders era davvero un pezzo forte, ma i miei super impegni di quegli anni, uniti ad una forte convinzione che forse lo sci non sarebbe stato il mio sport, almeno non in questa vita, mi hano sempre tenuto lontano dalla montagna. Alle distese nevose a cotrasto col cielo di un blu innaturale, tipico della montagna invernale quando il tempo tiene, ho sempre preferito i paesaggi alpini estivi, l'aria fresca e la buona cucina della stagione estiva.

Ciò nonostante, il 4 gennaio 2012 è stato per me il battesimo della tavola e domenica scorsa c'è stato il secondo round, e devo dire che ne sono uscito stanco, ammaccato superficialmente ma non nell'animo, nonostante le mie perplessità sullo sci come sport sostenibile e a basso impatto ambientale.

SnowboardingCosì cantava Sandra Nasić dei Guano Apes nel 1997, quando in Italia esplodeva la mania dello snowboard. Eppure la tavola ha iniziato ad arruolare adepti in Europa già nel 1985-86 per poi approdare in Italia intorno al 1989. Con l'avvento della tavola sciare è diventato uno sport per tutti, abbattedo in un certo senso il cliché che vuole lo sci come uno sport tecnico, costoso ed elitario.

Per questo oggi molti sciatori prendono le distanze dagli snowboarder, che definiscono casinisti, che rovinano le piste scendendo in slittamento o a foglia morta, e che senza gli anni di preparazione necessari per lo sci si avventurano in fuori pista e neve fresca alla ricerca di emozioni e velocità. In effetti salire sulla tavola richiede meno preparazione tecnica, ma serve comunque un cervello acceso e ben funzioante.

Krampus in processioneIl Natale rischia di essere messo in ombra dai problemi che questo 2011 non sembra smettere di regalarci. Ovunque si parla di crisi, spread oltre i 500 punti base e crisi del debito sovrano. La borsa con i suoi ultimi scivoloni ci ha abituati a folli livelli di volatilità, i dati sulla disoccupazione sono allarmati e la guerra fa da padrona un po' ovunque. Non sembra nemmeno il caso di mettere i campo i problemi di depletion delle risorse... Il Natale che si vede in TV è un po' diverso, quello là fuori sembra più l'avanzata degli orchi da Minas Morgul!

Dove sono i bambini alla porta che cantano le canzoni di Natale? Gli alberi illuminati, la carta da regalo con sopra disegnata la musica, i libri di vecchie storie e la neve? Il camino acceso che scalda il rustico casettino in stile fiabesco? Anche io sono stato bambino ed ho amato i simboli del Natale commerciale, ma oggi non nascondo un certo imbarazzo nel pensare che tutto fa parte di un sincretismo di tradizioni tutt'altro che nostrane. Le abbiamo importate e fatte nostre come Halloween, ed abbiamo smarrito le nostre tradizioni.