Pensieri e divagazioni su argomenti vari

L'Urlo o Vigilia di Natale 2011, era un po' che non mi cimentavo con gli ultimi acquisti prima della grande data, forse perché ho sempre preferito muovermi per tempo in modo da evitare la folla inferocita, forse perché quest'anno per la prima volta mi sono trovato gli invitati in casa ed è toccato a me provvedere per il desco.

Ricordo da bambino il Natale come un giorno allegro e spensierato, la casa tutta addobbata pronta a ricevere i parenti ed i miei genitori tutti presi da questioni logistiche ma tutto sommato tranquilli. Ciò non si può dire invece dei preparativi per la festa, giorni frenetici in cui avviene una vera e propria guerra a colpi di ordinazioni e salti della coda.

Come tanti altri, questa mattina sono uscito di casa un po' in ritardo, ma fondamentalmente non avevo molto da fare se non passare a ritirare un paio di cose. LA situazione del traffico, ridotto ad un unico serpentone quasi immobile avrebbe invece dovuto accendere una lampadina sul fatto che fossero in atto le prove generali di un delirio collettivo che prende il nome di ultimi acquisti natalizi.

Avatar (James Cameron, 2009)Negli studi antropologici, il ritorno nella modernità o in contesti urbani di forme di relazioni e criteri identitari considerati arcaici. Questa ricomparsa non si spiega di solito come mera sopravvivenza o riproposizione autentica di elementi della tradizione, ma come riformulazione creativa delle appartenenze con l’utilizzo di simbologie e tratti culturali avulsi dai contesti originari. Il tribalismo quindi non è la riproposizione dell’arcaico, ma l’esito identitario di gruppi in lotta per il controllo di risorse nei nuovi contesti contemporanei spesso segnati dalla dissoluzione di ideologie e istituzioni unificanti.

Dove più è evidente il fallimento della globalizzazione tanto maggiore il tribalismo sembra essere la risposta, e non serve andare fino su Pandora, come nel film Avatar di James Cameron, per scoprirlo.

Bert la tartaruga (Duck & Cover, 1951)Il miglior modo di difendersi da un pugno è essere in un altro posto nel momento in cui il pugno viene sferrato, mi diceva sempre il mio maestro di Aikido nel lontano 1992...

Nel 1952 in America c'era invece Bert la tartaruga, un simpatico cartone animato disegnato da Raymond J. Mauer su esplicita richiesta del governo americano per responsabilizzare le nuove generazioni in caso di attacco nucleare nemico. Per quanto la cosa possa far sorridere ai giorni nostri per la sua pragmaticità, bisogna pensare che il cortometraggio nasce durante gli anni della Guerra Fredda. La politica del terrore mirava a creare il panico nei confronti di una possibile minaccia nucleare e costruire quindi la base per legittimare la corsa agli armamenti.

Nel filmato dal titolo Duck and Cover, la tartaruga Bert è sempre molto prudente ed ogni volta che percepisce una minaccia corre subito ai ripari rintanandosi nel suo guscio. Una scimmia infatti la perseguita calandole vicino un candelotto di dinamite acceso per mezzo di una canna da pesca, ma Bert riesce sempre a salvarsi perché è prudente. Il filmato è oggi di pubblico dominio

Tramonto nella savanaL'Africa ci ha fatto sognare ed innamorare, ci ha commossi con un tramonto nella savana. Ci ha sconvolti con i fondamentali della lotta per la sopravvivenza messi in pratica nel mondo animale ed ha risvegliato il nostro altruismo mostrandoci i suoi figli morire di fame. Il problema dell'Africa è uno dei più grandi della storia umana ed è ben lungi dall'essere risolto. Da quando il Nord del Mondo ha deciso di perseguire il proprio sogno egemonico ha sempre avuto bisogno di una terra di conquista e l'Africa aveva tutti i requisiti.

Terreni sconfinati, abbondanza di risorse ma soprattutto mancava un potere forte e riconosciuto globalmente. Mentre per i primi coloni era relativamente semplice sbarcare in Africa con una nave galera, scaricare mercanzia ed imbarcare tesori e schiavi, oggi non si può più fare, altrimenti si passa per schiavisti e sciacalli. Lo stratagemma del debito, i cui fondamentali sono stati ampiamente esplorati nel mondo sviluppato, è la nuova leva che controlla il continente africano ormai dal secolo scorso.

Aggiungi un posto a tavola (Garnieri e Giovannii, 1974)Il 31 ottobre 2011 ci saranno parecchi amici in più. La Terra arriverà ad ospitare la bellezza di 7 miliardi di persone e questo numero è in contiuo aumento, spinto sempre più in alto dai paesi più poveri. Circa un miliardo di persone in più ogni didici anni ci porteranno a superare la soglia degli 8 miliardi di individui prima della fine del 2023, fino a sforare la fatidica soglia dei 9 nel 2028. Ma quante persone può ospitare la Terra?

E' una domanda cui è difficile dare una risposta perché diversi studi sono arrivati ai risultati più disparati. A parità di numeri non è chiaro infatti di quale tenore di vita e livello di benessere le persone possano beneficiare. Oggi al mondo si produce cibo per sfamare 12 miliardi di persone eppure quasi un miliardo di individui è denutrito mentre un miliardo e mezzo sono sovrappeso. Ogni 3 secondi circa una persona muore di fame mentre 15.000 dollari vengono spesi solo negli Stati Uniti per curare malattie causate dall'obesità. Queste ed altre statistiche sono ben note ed accessibili online.