Le pedine del HnefataflSi pronuncia Ne-fa-tafl e si tratta di un predecessore degli scacchi di origine presumibilmente vichinga, un gioco strategico militare giocato in Scandinavia già nel 400 dC, in cui viene simulato un assedio. La partita si svolgeva tra due giocatori con ruoli asimmetrici, l'assediato e l'assediante, con diversi scopi e disposizione delle pedine sullo scacchiere. Il campo di battaglia era solitamente marcato da una griglia di 121 quadretti, 11x11, tracciata su una tavola di legno su cui sono posate 37 pedine, 13 bianche per l'assediato e 24 nere per l'assediante. Ne sono esistite varianti con tavole 7x7, 13x13 o 19x19 caselle, a seconda delle regioni in cui il gioco si è diffuso.

L'assediato potrà contare su 12 difensori ed un re, che dovrà cercare di mettere in salvo portandolo in un angolo qualsiasi dello scacchiere, mentre i 24 soldati neri circondano l'assediato e devono cercare di uccidere il re. Le pedine possono muoversi nelle quattro direzioni principali di un numero di caselle arbitrario, come la torre negli scacchi, e per poter mangiare una pedina avversaria occorre circondarla su due lati con due pedine.

Un'ipotesi di come poteva comparire lo scacchiere è questa

X     S S S S S     X
          S          
                    X
S         D         S
S       D D D       S
S S   D D K D D   S S
S       D D D       S
S         D         S
                    X
          S          
X X X S S S S S X X X

Le S rappresentano i soldati, la K il re e le D i difensori del re. Le X marcano le caselle dove il re deve arrivare per potersi mettere in salvo.

Regole di gioco

Le regole sono poche e soggette a parecchie varianti locali. Uno dei due giocatori inizia, non importa chi, muovendo un pezzo alla volta in verticale o orizzontale di quante caselle si desidera, l'importante è:

  • che in ogni casella ci sia al massimo una pedina;
  • che il movimento non comporti l'attraversamento di una casella occupata;
  • che una pedina non vada ad occupare una delle quattro caselle laterali marcate con la X.

La casella centrale su cui si trova il re è il trono e non può essere occupata da nessuno all'infuori del re stesso, anche se i pedoni possono attraversarla quando è vuota.

Una pedina è considerata mangiata quando viene circondata da due lati simmetrici, sopra e sotto oppure destra e sinistra. Il re è in vece un osso duro ed occorre circondarlo su tutti e quattro i lati per poterlo mangiare. Ai fini dell'attacco, il trono e i quattro angoli contano come alleati, percui per circondare una pedina che si trova in una casella adiacente ad una di queste cinque caselle sarà sufficiente una sola pedina (3 nel caso del re).

Data la natura asimmetrica del gioco, lo scopo cambierà a seconda del ruolo ricoperto; per l'assediato lo scopo sarà portare in salvo il re, anche a costo di perdere molte pedine, mentre l'assediante dovrà difendere le caselle poste agli angoli per impedire al re di fuggire e possibilmente catturarlo con le pedine rimanenti. Probabilmente una partita si componeva di due manches così che al termine della prima i due giocatori si scambiavano di ruolo tenendo però il conto delle pedine mangiate all'avversario per il calcolo del punteggio finale.