Svaghi, digressioni e divertimenti

Non ci resta che piangere (1984)Uno dei film più belli del cinema italiano, rido ancora come un matto ogni volta che lo vedo! Non ci resta che piangere (1985) di Massimo Troisi e Roberto Benigni.

Facevo le elementari quando vidi per la prima volta questo film e sebbene non capissi tutto quello che succedeva, al di là del fatto che io abbia semrpe trovato Troisi difficile da comprendere, certe scene sono molto immediate e alla portata anche di un bambino. Rivisto co l'occhio di un adulto però sui colgono  meglio le sfaccettature dei personaggi e la sottiliezza dell'umorismo. Memorabile la ritmo cabrio rossa che Mario (Massimo Troisi) e Saverio (Roberto Benigni) guidano all'iizio del film. Esistono due versioni di questo film, con identico finale ma trame leggermente differenti. Peccato che certi film non li trasmettano più...

Lingue del mondoCorreva l'anno 1995, quando in prima serata Anna Falchi, durante la diretta a San Remo, tira fuori una oscenità che in un attimo fa il buio attorno a lei. Fortunatamente quelle due parole, nella sua lingua madre (il finlandese) significavano tutt'altro, e così si spiegò l'equivoco.

Quella sera non ero davanti al grande schermo di casa come i milioni di fedeli telespettatori della manifestazione canora, però guardavo i telegiornali, e la notizia mi incuriosì parecchio. Oggi scopro che esiste un intero campionario di innocenti frasi in varie lingue del mondo, che lette da un italiano assumono una sfumatura decisametne imbarazzante... Ecco il campionario direttamente dal web. C'è da ridere!

Le pedine del HnefataflSi pronuncia Ne-fa-tafl e si tratta di un predecessore degli scacchi di origine presumibilmente vichinga, un gioco strategico militare giocato in Scandinavia già nel 400 dC, in cui viene simulato un assedio. La partita si svolgeva tra due giocatori con ruoli asimmetrici, l'assediato e l'assediante, con diversi scopi e disposizione delle pedine sullo scacchiere. Il campo di battaglia era solitamente marcato da una griglia di 121 quadretti, 11x11, tracciata su una tavola di legno su cui sono posate 37 pedine, 13 bianche per l'assediato e 24 nere per l'assediante. Ne sono esistite varianti con tavole 7x7, 13x13 o 19x19 caselle, a seconda delle regioni in cui il gioco si è diffuso.

L'assediato potrà contare su 12 difensori ed un re, che dovrà cercare di mettere in salvo portandolo in un angolo qualsiasi dello scacchiere, mentre i 24 soldati neri circondano l'assediato e devono cercare di uccidere il re. Le pedine possono muoversi nelle quattro direzioni principali di un numero di caselle arbitrario, come la torre negli scacchi, e per poter mangiare una pedina avversaria occorre circondarla su due lati con due pedine.

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