Linguaggi di programmazioneAnche questa è vecchia. alcune cose sono cambiate, oggi un sacco di gente usa C# per esempio, nuovi linguaggi sono nati ed altri sono caduti in disuso, ma è lo spirito che conta. Questa girava in rete nei primi anni del 2000...

Ecco una bella collezione di ragioni, vere e solide, per NON usare un certo linguaggio di programmazione.

Chi li ha provati sa di cosa si parla e riconoscerà immediatamente gli sforzi fatti per scrivere del codice, tuttavia una vena di malinconia ci pervae sempre quando si parla di cose vecchie, sia che si tratti del vecchio programmino/esercizietto di quarta superiore che pretendeva di fare pure il caffé senza usare funzioni di libreria perché faceva più figo far vedere di sapersi implementare tutto da soli.

In ordine di diffusione secondo il conteggio progetti di SourceForge.

C

Per fare anche la cosa più piccola ci metti un sacco di tempo. Perfino le stringhe te le devi inventare. E se te le inventi male, facendo assunzioni tipo “ma non sarà mai più lunga di un k”, riempi i programma di buchi accessibili dall’esterno. Non parliamo poi dell’aritmetica dei puntatori: a fare un array multidimensionale devi farti gli schemini. E se vuoi fare una cosa appena appena più complicata, dopo un mese hai appena cominciato a “progettare il framework”. E stai pensando che forse si potrebbe estendere il linguaggio ad oggetti…

C++

Livello di complessità: ESAGERATO. Per impararlo ci metti metà della tua vita. E poi impieghi l’altra metà a convincere gli altri a impararlo, perché devi giustificare a te stesso PERCHE’ hai perduto metà della tua vita. Credi di fare una cosa, e invece ne fai un’altra. La stessa cosa, in un caso significa una cosa e in un altro significa un’altra. Senza contare che la stessa cosa per un compilatore significa una cosa, per un altro c’è un bug che la fa diventare un’altra, e in un altro ancora non è supportata. E non abbiamo ancora considerato i template…

Java

Qualunque programma fai, soffre di problemi di prestazione. Qualunque libreria usi, nasconde sotto il tappeto i veri casini. Naturalmente diventano chiari, anzi EVIDENTI, solo quando il programma va in produzione. Per di più, la tecnologia fica che hai usato quando hai iniziato il programma, è deprecata e/o obsoleta e/o fuori moda quando lo rilasci. Per quanti giga di RAM il server abbia, occorre raddoppiarla, AL PIU’ PRESTO. L’avvio di un application server impiega quasi sempre due ore, e l’hot deploy funziona solo quanto non ti serve. In tutti gli altri casi, devi restartare l’application server.

Perl

La sintassi di una passeggiata del micio sulla tastiera è più chiara. La semantica dei ragionamenti di uno schizofrenico grave è più lineare. La leggibilità di un programma pari ad quella di un listato caduto nel fondo di un pozzo in una notte senza luna. E la coerenza della libreria pari ai risultati della ricerca su google della parola “thing” (ovvero: ‘cose a caso’).

PHP

E’ Simpatico. La sintassi è facile, quasi un gioco. La libreria è semplice, quasi divertente. Non ti complichi la vita, metti tutto il codice e l’html insieme e fai i programmini. Solo alla fine del gioco ti accorgi che il tuo programma è un giocattolo, che tutti ti danno dietro perché il php è da bambini, e che non riuscirai mai a fare cose “da grandi” usandolo. Salvo ligare con i grandi dicendo “che il php ’scala bene’” (anche se ti chiedi sempre che c’entrano le scale con il PHP, mica i programmatori Java programmano in soffitta!). Ma che vuoi, a otto anni certe cose sono ancora difficili da capire.

Python

E’ il più ganzo del momento, con tutte quelle funzioncine carine e piccine picciò, e i listatini regolari e allineati. Solo che dopo un po’ cominci ad ammattire perché appena cambi editor l’indentazione diventa le oscillazioni della borsa nel 2001. Scopri che per fare DAVVERO le cose più semplici ti devi inventare classi degne del C++, compresa la ridefinizione degli operatori. Ma siccome le variabili che non hanno tipo, quando leggi i programmi non hai più idea di cosa diavolo c’è dentro quella variabile “pzc”; quando li esegui il tuo operatore ridefinito non va mai bene per il tipo che c’è ADESSO in quella variabile (che non sai cos’è). Alla fine capisci che è un linguaggio più giocattolo del PHP ma più complicato del C++.

Visual Basic

Hai preso il progetto in fretta perché hai fatto vedere in fretta al cliente il prototipo dell’interfaccia. Peccato che siccome il cliente aveva anche fretta del rilascio, hai anche scritto in fretta il codice per gestire gli eventi. Data l’urgenza hai dovuto ripetere il codice qua e là… anzi hai fatto copia-e-incolla del codice su tutti i bottoni e li hai modificati. Purtroppo l’applicazione quando la installi non va bene perché il grande capo del cliente è affezionato alla sua risoluzione 640×480 (non ci vede bene ma non porta gli occhiali) e tu hai fatto il programma a 1024×768. Allora rifai l’applicazione, ridisegni tutte le interfacce e rifai copia e incolla di tutti i bottoni (un’ora per l’interfaccia, una notte per il copia-e-incolla, una settimana per il bug fix, notti comprese). Quando lo installi, si lamentano le segretarie che hanno 800×600, che è troppo piccolo e che dopo che l’hai installato non va più Word e l’altra applicazione che c’era prima… Dopo che l’hai disinstallato devi reinstallare Windows da capo. Alla fine capisci perché tutti quelli che hanno cominciato facendo i programmatori Visual Basic sono diventati sistemisti Windows, e perché sanno a memoria tutte le DLL della Windows/System, e perfino la dimensione in byte e il numero di versione interno…

C#

Non lo usa ancora nessuno per farci niente di serio. Tranne quelli di Linux che vogliono arrivare prima di Microsoft a usare il linguaggio che M$ ha inventato. Salvo scoprire, quando finalmente hanno imparato a usarlo, e si sono fatti la loro scimmietta per giocarci, che Microsoft ha fatto CUCU’, ha cambiato linguaggio e si è comprata la Sun e Java.

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