I mitici anni 80, con tutte le loro mode e contraddizioni, rivisitati oggi hanno ancora un sapore magico

Battle Beasts (Hasbro, 1984)Parenti meno noti dei leggendari Exogini, i Battle Beast sono uno dei giochi che con la fine degli anni '80 sono finiti progressivamente nel dimeticatoio. Prodotti e distribuiti in Giappone come BeastFormers dalla Takara Co. Ltd. (la stessa che sfornò i Transformers!) sin dal 1986, raggiungono l'occidente nel 1987 grazie all'americana Hasbro Inc. Oggi i Battle Beasts entrano a pieno titolo in questa categoria dedicata agli anni '80 e con grande gioia li ricordiamo.

I Battle Beasts erano figure animali con sembianze antropomorfe. Alcune parti del loro corpo erano meccaniche, di solito il braccio sinistro era rimpiazzato con un'arma tipo un uncino, una trivella o un'arma da fuoco, mentre altre erano biologiche e coperte da corazze dall'aspetto futuristico. Si presentavano in figure alte circa cinque centimetri fabbricate in gomma dura con braccia snodabili all'attaccatura delle spalle, variopinti o di colore uniforme pitturabile. Il livello di dettaglio era molto elevato, i finimenti di gran pregio e la cura per i particolari decisamente superiore rispetto agli Exogini.

Martin Cooper (3 aprile 1973, prima telefonata mobile)Correva l'anno 1983, quando il mondo assistette al primo lancio sul mercato di un telefoo cellulare, dando origine a quella che oggi chiamiamo mobile revolution. Oggi potrebbe sembrare una cosa scontata vedere un apparecchio che funziona e comunica con altri senza filo, solo in Italia ci sono più telefoni cellulari che italiani, ma non era così il 6 marzo 1983.

Il primo telefono cellulare perfettamente funzionante era il DynaTAC 8000X della Motorola, ideato dall'ingegnere ucraino naturalizzato americano Martin Cooper. Martin effettuò personalmente la prima telefonata wireless della storia il 3 aprile 1973, camminando lungo la sesta strada di New York, nei pressi dell'hotel Hilton. Marti chiamò il suo rivale, Joel Engel allora impiegato presso i Bell laboratories della AT&T dove lavorava allo stesso progetto ma per una compagnia rivale. In realtà, complice l'emozione, la prima volta sbagliò il numero ma la seconda volta la chiamata andò a buon fine.

Marco Amleto Belelli (il Divino Otelma)Questa è la storia di Marco Amleto Belelli, in arte il mago Otelma, che negli anni '80 si fa chiamare il Divino Otelma. Otelma altro non è che il suo secondo nome letto al contrario. Il Divino Otelma è nato a Genova l'8 maggio 1949. Durante la sua brillante carriera scolastica ed in seguito accademica militò nelle associazioni politiche e studentesce più disparate, dall'MSI ai Radicali, passando per la Democrazia Cristiana, sempre ricoprendo cariche amministrative di un certo rilievo. Nel 1977 intraprende la carriera di mago ma è solo negli anni '80 che giunge all'apice del suo successo.

Capitan FindusQuesto simpatico omino spopolava in televisione negli anni '80 come volto di una campagna pubblicitaria per prodotti ittici surgelati. Era un nonno decisamente intraprendente, capitano di un bel peschereccio con un equipaggio di soli bambini, coi quali solcava i mari alla ricerca del pesce più pregiato. Conosciuto in Inghilterra come Captain Birdseye, in Germania come Käpt'n Iglo, in Francia come Capitain Iglo, in Portogallo come Capitão Iglo e nei Paesi Bassi come Kapitein Iglo, in Italia lo chiamavamo Capitan Findus.

Lo spot era molto piacevole e ben studiato e convogliava chiaramente il suo messaggio: Findus faceva le cose bene, come un nonno amorevole che procura i prodotti migliori per i suoi nipoti. Una specie di Babbo Natale dei surgelati. Lo spot fu girato nel 1978 ma è solo negli anni '80 che il capitano raggiunse la sua fama, grazie anche alla televisione commerciale che in quegli anni si sviluppò a dismisura.

Tiffany Brissette (Small Wonder, 1985)Tra il 1985 ed il 1989 funoro girati ben 96 episodi per un totale di 4 serie televisive. Il telefilm si intitolava Small Wonder ed arrivò in Italia purtroppo solo negli anni '90 col titolo di Super Vicki. La sitcom raccontava delle vicende della famiglia Lawson, alle prese con una bambina robot costruita dal capo famiglia, Ted Lawson, per fungere da governante ed aiutante domestica. Il robot si chiamava appunto Vicki, acronimo di Voice Input Child Identicant, ed era interpretata da Tiffany Brissette, che ad oggi ha abbandonato la carriera da attrice per diventare infermiera. Vicki aveva le sembianze di una bambina di 10 anni ed indossava sempre un vestito bianco e rosso con un fiocco in testa.