Alcuni pensieri e considerazioni sul mondo del software, scritte da un insider

DoomUna volta si diceva che non c'era bisogno di sentirsi poco maschi per aver finito Doom a difficoltà Ultra Violent seppure usando qualche piccolo trucco. Certo che i più fighi ne facevano a meno però c'erano dei punti in cui era facile rimanere intrappolati o senza munizioni, ed affrontare un cyber demone a colpi di sega circolare equivaleva al suicidio.

Esisteva però un'alternativa meno intransigente ma che preservava comunque un po' di virilità nel giocatore, l'editing dei codici esadecimali del gioco. Una volta i giochi erano semplici, formati per lo più da un eseguibile ed alcuni file di risorse. Celebri erano in doom i file wad, le mappe di gioco che potevano essere modificate o create da zero con appositi editor. Anche il programma principale, l'eseguibile, poteva essere alterato per modificare il normale funzionamento del gioco, un po' come si faceva coi crack. A differenza di questi ultimi, l'hex editing non era volto a infrangere diritti d'autore, ma semplicemente a sbloccare una situazione senza uscita.

Turbo Pascal (1983, Borland)Sono nato e cresciuto in un tempo in cui certe cose erano più semplici, e forse è proprio questo il problema. Una volta i computer erano oggetti misteriosi e chi li programmava di conseguenza non poteva essere proprio normale. Scrivere del software che non fosse un videogioco significava mettere un nerd a produrre un tool destinato ad un altro nerd. Non esisteva integrazione, il problema dell'interscambio dei dati non se lo poneva nessuno in quanto ogni applicazione lavorava coi suoi formati proprietari.

Erano i tempi in cui un ragazzino di 14 anni poteva inventare la versione elettronica di Tic Tac Toe, una multinazionale dell'IT poteva nascere in un sotto scala o uno dei videogiochi più famosi ed imitati della storia veniva concepito da un ragazzo giapponese durante una cena in pizzeria con gli amici.

Byte streamTrovare una password sarebbe già cosa dura, se non fosse che bisogna anche ricordarsela. Allora il trucco è semplice, si trova una password abbastanza complicata e la si usa dappertutto. Questo è la pratica più diffusa e funziona fintanto che non ci si rende conto di aver scelto una password debole, e ci si trova costretti a cambiarla. Allora il problema si ripete.

Una soluzione non c'è, forse l'unico modo è scegliere una password forte e sperare che nessuno la rompa mai. Ma cosa fa di una password una password forte? Esistono diversi criteri che si basano sulla composizione della parola, sulla presenza di simboli, numero, la non ripetitività di sottosequenze e molto altro. Di solito viene attribuito un peso, positivo o negativo, alla presenza di certi pattern, la cui somma da un valore che normalizzato a 100 ci da un'idea della sicurezza di una password.

Joomla! LogoPuò succedere di dimenticarla, o in casi peggiori di subire un attacco durante il quale l'hacker di turno si premura bene di cancellare ogni utente registrato, rendendo impossibile l'accesso al backend...

Non si può fare niente senza password di amministratore, specialmente porre rimedio a danni causati da un attacco. Per fortuna è possibile ripristinarla  maneggiando direttamente sul database MySQL sottostante l'installazionedi Joomla! senza troppo sforzo.

DLink DSL 320TTempi duri per coloro i quali sono in possesso di un Modem ADSL D-Link DSL 320T e si trovano a doverlo configurare su Windows Vista... Tempi bui in vista. Capita che, al momento in cui si cerca di accedere alla pagina di configurazione del modem, all'indirizzo 192.168.1.1, questa  non voglia saperne di comparire. Cosa fare? Senza quella pagina non si può configurare il modem, senza configurazione, non si va in Internet...

Ma per fortuna non siamo soli a lottare contro la tecnologia accanita nel non funzionare. Questa volta sembra essere un problema del sistema operativo, che non gestisce opportunamente il colloquio con il DNS. Per ovviare il problema è necessario manomettere alcune impostazioni di default.