Cubo di rubik (1974)"Ma il tempo, il tempo chi me lo rende? Chi mi dà indietro quelle stagioni di vetro e sabbia, chi mi riprende la rabbia e il gesto, donne e canzoni..."

Questa frase è tratta dal testo di Lettera (1996) di Francesco Guccini, uno dei suoi testi più densi di poesia. La vera forza di questi versi sta proprio nella sintesi con cui Guccini ricorda il passato. Lettera infatti fa parte dell'album D'amore di morte e di altre sciocchezze, dedicato ai due amici storici, Victor Sogliani e Bonvi (al secolo Franco Fortunato Gilberto Augusto Bonvicini, disegnatore di Sturmtruppen) mancati poco prima dell'uscita del disco.

Il passato stacca sempre una lacrimuccia in chi lo ha vissuto, risveglia ricordi epurati degli aspetti più mondani. Da sempre tutto ciò che non è ancora diventato vecchio ma non è più abbastanza nuovo da essere sulla cresta dell'onda ed apprezzato dalle masse, ricade sotto la categoria di vintage.

Questa parola cambia significato col tempo perché ciò che oggi è vintage non necessariamente lo era quando eravamo bambini. Oggi gli anni '80 sono considerati vintage perché chi ha più di trent'anni inizia a considerarli tali. Ma quale evento fa sì che un particolare oggetto esca di scena e diventi vintage? In sintesi, ci sono due caratteristiche che ogni oggetto vintage deve possedere:

  1. Avere almeno vent'anni;
  2. Essere cosiderato oggetto di culto.

Floppy disk 3,25 pollici (1971)Un oggetto di culto può essere considerato tale per pregio delle parti (qualità superiore dei materiali usati rispetto ai manufatti moderni) o per costume/cultura (appartenente ad un contesto passato).

Ogni settore però merita un discorso a parte. L'elettronica infatti invecchia alla svelta. Mentre un lettore CD 2x IDE del 1993 può già essere considerato vitage, lo stesso non accade per l'arredamente. Un comodino della stessa epoca è semplicemente fuori moda perché fondamentalmente non sono stati apportati grossi cambiamenti nel loro aspetto o nella loro funzionalità.

Un oggetto vintage deve quindi appartenere ad una cultura/tecnologia superata, rimpiazzata da qualcosa di diverso che l'abbia progressivamente ma non definitivamente sostituita. Per esempio, avendo la pazienza di andare per bancarelle è ancora possibile scovare qualche vecchia musicassetta. Di fatto sono ancora in circolazione anche se la cosa più difficile è trovare un supporto adatto a riprodurle.

Giradischi PennyIn secondo luogo l'oggetto deve essere desiderato. Deve esistere un interesse nel riportare in vita roba che sarebbe semplicemente considerata obsoleta e qui subentra il lato emotivo delle persone. Un giradischi Penny o uno stereo Grundig dai contorni squadrati non avrebbero più ragione di esistere se non ci fosse l'amatore che li cerca per motivi nostalgici o perché affezionato a quelle imperfezioni tecniche che ne rendevano il suono caratteristico.

La volontà di riprodurre un particolare difetto tecnico che la moderna tecnologia ha risolto è una peculiarità importante del vintage. Sebbene lo standard tecnologico del Compact Disk risalga al 1985, la sua diffusione si è avuta solo negli anni '90, quando il suono pulito e freddo del supporto digitale ha rimpiazzato il fruscio di fondo delle cassette magnetiche. Eppure chi vuole rivivere le emozioni di quando da ragazzo ascoltava la cassetta degli 883 cerca proprio il supporto magnetico.

Negli ultimi tempi si contano a centinaia i blog, wiki e siti dedicati alla riscoperta del vintage anni '80. Il perché quegli anni riscuotano oggi tanto interesse è attribuibile sostanzialmente a due fenomeni:

  1. Una generazione che invecchia;
  2. La televisione commerciale.

Il primo fatto è puramente biologico. Coloro che erano giovani negli anni '80 oggi hanno 30-40 anni e sono quindi maturi al punto giusto per apprezzare i ricordi ma soprattutto sufficientemente indipendenti sul piano economico e quindi maggiormente disposti a spendere soldi per soddisfare passioni che da piccoli sembravano precluse.

Drive In (Canale 5, 1983 - 1988)In secondo luogo c'è la TV commerciale, che negli anni '80 è nata ed ha visto la sua maggiore espansione. I bambini ed i ragazzi degli anni '80 erano molto influenzati dalla televisione. Essa ha creato in loro bisogni, desideri, sogni ed ha regalato loro emozioni. Sebbene l'intrattenimento televisivo sia notevolmente cambiato, discutibile è dire se in meglio o in peggio, rivedere sui piccoli schermi le puntate di Drive In può suscitare emozioni maggiori in chi le ha viste da ragazzo ben 25 anni fa.

Le aziende produttrici di giocattoli si sono accorte di ciò e ne hanno tratto vantaggio, per esempio la Lego. Alla domanda sul perché i lego piacciono ancora oggi si protrebbe discutere a lungo, una cosa però è certa. I lego erano un gioco costoso e lo sono ancora oggi, e chi da bambino sognava la Monorail Transport System (6990) della serie Futuron, oggi forse sarebbe disposto a mettere da parte 100 euro per togliersi lo sfizio di averla. La Lego lo ha capito e per questo ha cercato col tempo di sfornare serie sempre più differenziate per incontrare i gusti di tutti. La serie di Star Wars è un esempio chiaro di un prodotto destinato ai grandi. La Death Star (Stella della Morte o Morte Nera) (10188) costa circa 400 euro. Ha un diametro che varia da 41 ai 42 cm, pesa oltre 8 Kg, include 24 personaggi e ben 3686 pezzi. Roba per adulti, soprattutto per quelli più nerd che come molti coetanei sono cresciuti con i film di fantascienza di George Lucas.

L'intero mondo commerciale sembra essersi reso conto che il vintage vende ancora tanto e che fondamentalmente tanti prodotti degli anni '80 erano anche buone idee. Quando raramente guardo la televisione spesso mi imbatto in spot pubblicitari che sembrano ricalcati su quelli che vedevo da bambino. Perfino i giocattoli oggi in commercio sembrano riprendere i concetti di allora.

Gli esempi più toccanti però arrivano dalla musica. Pochi ambiti sanno risvegliare meglio i ricordi delle canzoni. Il grande successo che oggi ancora riscuote Max Pezzali e gli 883 prima di lui è dovuto ai ricordi. Le sue canzoni sono sempre state molto evocative di un mondo ormai sepolto nella memoria e nella nostalgia in cui tutto sembrava più bello e più sano. Più recente è il video della canzone Sempre Noi, di Max Pezzali e J-Ax (ex Articolo 31) in cui figura anche Mauro Repetto, in cui la nostalgia permea da ogni pixel.

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