Menace (Psygnosis, 1988)Ecco un altro autentico gioiellino di casa Psygnosys risalente al 1988 che ha animato schiere di giocatori nelle sale gioco o coloro che, più fortunati, possedevano un Amiga 500 per farlo andare. In un solo dischetto, Menace offriva grande divertimento e battaglie spaziali attraverso sei livelli di gioco. Scopo della missione era distruggere Draconia, un pianeta alieno che minaccia la pace nell'universo, ma non prima di aver superato tutte le difese ed aver annientato i sei boss che si interpongono tra la nostra piccola navicella spaziale e la fine di ciascun livello.

Lo schema di gioco è uno dei più classici. Lo sprite della navicella avanza automaticamente verso destra su un fondale bitmap che si ripete ed avanza a velocità costante. Man mano che si procede si incontrano nemici orgaizzati in piccole pattuglie. Ogni elemento della pattuglia è uno sprite che si muove secondo un pattern prefissato caratteristico di quella pattuglia. Va da sé che nei livelli seguenti i pattern si ripetono cambiando però lo sprite e rendendo il gioco un po' macchinoso.

 I livelli da superare sono sei:

# Livello Boss Descrizione
1 Sea of Karnaugh Piovra gigante Ambientazione in stile fondale marino piena di creature degli abissi e varie amenità
2 Vanguard Zone Mega cannone laser Base militare ben difesa popolata di navicelle di ogni genere, razzi e robot
3 Carnage Rift Scheletro di diosauro Landa desolata difesa da creature in stile horror/science-fiction
4 Tropics of Mace Pianta carnivora Giungla impenetrabile dove abbondano piante carnivore ed insetti giganti
5 Ruins of Kruger Statua di demone Paesaggio in stile mitologico/infernale popolato da diavoli e figure geometriche
6 Plateaus of Draconia Cervello gigante Pianeta originario dei cattivi stile paesaggio lunare, occupato da dischi volanti, soldati e meteoriti

Il boss del primo livelloLa storia che fa da cornice alla nostra avventura è delle più classiche. Un manipolo di dittatori in una galassia lontana lontana sono stati esiliati per i crimini commessi. Unendo le loro forze e le loro risorse, questi malvagi costruiscono un pianeta artificiale che chiamano Draconia. Il pianeta diventa la loro base operativa, dalla quale sfornano macchine da guerra e si preparano alla vendetta. Lo scopo della missione è penetrare le difese di Draconia attraverso i sei livelli di gioco per giungere al cuore del pianeta e distruggerlo.

Completando appunto i sei livelli assisteremo alla scena finale, in cui Draconia esplode e la nostra navicella fugge per rientrare nella pancia della nave madre. Riceveremo per iscritto le congratulazioni, con l'invito a ritentare la missione ad un livello più difficile.

La colonna sonora è molto avvincente e la grafica molto curata, fluida e ben definita. Ricordiamo che siamo alla fine degli anni '80, questo giochino era un autentico miracolo per la tecnologia disponibile allora. Alla conclusione di ogni livello ci aspetta sempre un boss finale, in perfetto stile arcade, rigorosamente annunciato da un cambio scenico di grande impatto; la musica sfuma ed una voce robotica inizia a ripetere: "Danger, danger, danger...". A questo punto compare il cattivone di turno e cambia la musica (nel vero senso della parola). Ogni nemico finale è diverso dagli altri ma tutti condividono un elemento comune: il punto debole. Esso è facilmente identificabile dal colore e dalla luninosità pulsante. Colpito quello una decina di volte, il nemico salterà in aria con nostro sommo gaudio.

Il gioco è abbastanza semplice in sé, tuttavia ci sono alcuni particolari da tenere a mente. Innanzi tutto distruggendo un'intera pattuglia vedremo comparire un bonus da 1000 punti che dobbiamo cogliere alla svelta. In alternativa, colpendolo ripetutamente potremo sostituire il bonus con armamenti e difese extra utili alla navicella.

Infine, attenzione a temporeggiare col boss del livello. Se ci nascondiamo in basso a sinistra dello schermo dove lui non può raggiungerci, otterremo solo la sua collera. Passato un minuto circa, il boss inizierà a fare sul serio e per noi sarà la fine.

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