Katakis (Rainbow Arts, 1987)Nel genere battaglie spaziali a scorrimento orizzontale, Katakis è un videogioco che ha qualcosa da dire. Approda su piattaforma Amiga nel 1988 grazie al lavoro dalla Factor 5, ma la sua pubblicazione originale per coin-op e Commodore 64 risale al 1987 per opera della Rainbow Arts, la stessa software house che negli anni sfornò titoli come R-Type, Turrican e Mad TV. Suo padre è il programmatore tedesco Manfed Trenz, oggi capo della Denaris Entertainment Software, e sviluppa ancora videogiochi principalmente per piattaforma Nintendo DS.

Sebbene di raffinata fattura, Katakis non riscosse il successo atteso per via delle troppe similitudini con R-Type, fino allora cosiderato lo stato dell'arte nel genere delle battaglia spaziali.

Katakis è stato poi ripubblicato nel 1989 col nome Denaris dopo qualche restyle grafico che però non ne mutò per niente lo schema di gioco.

Katakis (Livello 1)Ciò che più colpisce di Katakis è la grafica ben curata e l'alto livello di dettaglio con cui i nemici sono disegnati. Le astronavi nemiche si muovono in schieramenti molto coreografici, il loro stesso design richiama elementi della fantascienza anni '80 che ci ha fatto tanto sognare. La varietà dei nemici è molto ampia, alcuni di essi poi sono di dimensioni tali da non stare nello schermo di gioco.

Nonostante la colonna sonora sia un po' ripetitiva e poco variata, l'atmosfera che ne risulta è molto immersiva.

Caratteristica peculiare del gioco è la modalità a due giocatori non cooperativa, che permette a due gicatori di alternarsi al joystick e condurre due partite separate. Al momento della perdita di una vita il gioco passa all'altro giocatore che riprende dal punto dove era morto.

Un'altra interessante caratteristica del gioco ereditata da R-Type è la possibilità di aggiungere moduli alla navicella, potenziandone di fatto le difese e le capacità offensive. Il primo modulo che incontriamo è un componente magnetico che si attacca alla parte frontale della navicella funzionante da scudo. Può anche essere usato come arma di offesa mantenendo premuto il tasto fuoco del joystick. Esso accumula una carica magnetica opposta che al rilascio del tasto lo fa schizzare in avanti. Ulteriori componenti sono due globi orbitanti al di sopra e al di sotto della navicella che funzionano sia da scudi che da cannoni e i laser. I laser sono molto interessanti perchè liberano raggi che percorrono lo schermo in traiettorie rette diagonali rimbalzando sulle pareti, andando così a colpire nemici fuori dalla portata della navicella.

Il livello di difficoltà è piuttosto elevato, soprattutto se si tiene conto dei fondali. Essi sono dei veri e propri ostacoli. Volare sopra una torretta di controllo equivale a schiantarcisi contro, come la logica giustamente suggerisce. In alcuni passaggi diventa decisamente impegnativo attraversare stretti pertugi in compagnia di robot e navicelle nemiche disposti in punti strategici.

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