Questa è la mia raccolta dei titoli dimenticati che popolavano il piccolo schermo quando ero bambino. Sono una traccia dell'immaginario della mia infanzia popolato da ninja, barbari, androidi e alieni. Sarebbe troppo semplice citare titoli come Ritorno al futuro, Terminator, Ghostbusters, Guerre stellari o I Goonies, popolari anche tra le nuove generazioni. Il mio intento è quello di concentrarmi su quei titoli apparentemente dimenticati.
Ma perché proprio gli anni '80? Per alcuni motivi, primi fra tutti:
- Sono i film della mia infanzia;
- Iniziavano alle 20:30, e nonostante la scuola si riusciva a vederli finire senza fare nottata;
- Contenevano idee a loro modo innovative che sono state poi riprese in seguito.
Alcuni di essi sono stati ripresi e riproposti in chiave moderna e quindi riadattati per il pubblico di oggi: Willow per esempio, che nel 1988 aveva contribuito a consolidare in me l'interesse per il fantastico e l'immaginario, è stato riproposto come serie TV su Amazon Prime, risquotendo entusiasmo tra le nuove generazione e sollevando non poche perplessità tra i più attempati.
Film per bambini?
I film degli anni '80 non temevano di suscitare emozioni forti. Non esisteva il PEGI, la valutazione sull'opportunità di vedere o meno un film era lasciata al pubblico. Sulle guide TV si poteva trovare un'indicazione generica sul genere e sul pubblico consigliato. La fascia oraria era il vero termine di giudizio. Se un film era trasmesso in seconda serata, allora era sconsigliato ai più piccoli. Salvo poi registrarli su cassetta e vederli il giorno dopo.
Il giudizio personale era comunque un requisito imprescindibile: un film come Superman III, palesemente destinato ad un pubblico di bambini o adolescente, vantava uno dei finali più disturbanti che io ricordi. Howard e il destino del mondo non si faceva scrupoli nel mostrare alieni brutti e cattivi ad un pubblico di terza elementare. Forse la nostra sensibilità di fronte a certe scene era diversa o semplicemente non c'era molta attenzione su questi temi.
In breve, il male era cattivo e senza una spiegazione. Quando guardavamo la schiera dei cattivi al servizio del malvagio Skeletor ne I Dominatori dell'Universo, non ci ponevamo la domanda sul perché fossero fatti così. Erano semplicemente dei cattivi e dovevano essere brutti ma anche avvincenti. Penso che nessuno nel 1982 si fosse mai chiesto perché il volto di Skeletor fosse proprio un teschio umano. Doveva essere cattivo e cosa c'è di più spietato della morte? I cattivi erano fatti così perché erano fighi e sostanzialmente il loro aspetto solleticava la nostra fantasia e curiosità.
Anni di film iconici
Gli anni '80 hanno prodotti i film che hanno plasmato la mia immaginazione, pellicole che sono diventate il manifesto di una generazione: personaggi, storie e soprattutto frasi che sono entrate così a fondo nella nostra cultura e nel nostro immaginario da essere diventate parte del nostro linguaggio. Quando sento dire: "è solo questione di riflessi" la mia mente va immediatamente al personaggio di Jack Burton in Grosso Guaio a China Town. Leggendo sulla stampa del costante clima di guerra che popola il nostro quotidiano, dai miei ricordi riemerge il surreale dialogo tra il supercomputer WOPR ed il Dottor Falken : "Strano gioco. L'unica mossa vincente è non giocare" dal film Wargames del 1983.
Altre perle ci arrivano dal B-movie Eliminators del 1986. Negli anni '80 il king fu andava a braccetto con i cyborg e gli scienziati pazzi, ciò nonostante l'accostamento di questi generi era sempre visto con una certa ironia. Nel film il contrabbandiere Harry Fontana osserva il bizzarro gruppo di protagonisti; il mandroid, una scienziata, un ninja e lui medesimo. In quel momento pronuncia una frase che sintetizza al meglio questa commistione: "Ma che cos'è questo? Una specie di fumetto? Abbiamo i robot, abbiamo i cavernicoli, abbiamo il kung fu!". Non meno memorabile è la libera e colorita traduzione che nel film si dà del nome dell'imbarcazione Quo Vadis.
Le scene ed i dialoghi di Explorers ci riportano alla mente i sogni, lo spirito di avventura, scoperta e meravigllia della nostra infanzia, pellicole come Ammazzavampiri ci hanno tenuti svegli forgiando nella nostra immaginazione il mito del vampiro della porta accanto e del cacciatore di vampiri. Prima della carismatica Buffy, Jerry Dandrige ci ha insegnato che anche un adolescente può diventare cacciatore dell'occulto e che anche nelle piccole comunità di periferia possono nascondersi segreti tremendi e spaventosi. In Ladyhawke abbiamo riscoperto l'epica e vissuto la storia del controverso cavaliere Etienne de Navarre e della sua amata Isabeau d'Anjou, sempre insieme, eternamente divisi, in lotta contro un temendo maleficio.
Rivedere oggi un film manifesto generazionale come St. Elmo's Fire ci fa rivivere l'atmosfera di quegli anni fatti di amicizia, sogni, speranze, delusioni, amori impossibili e nostalgia di un periodo in cui non esistevano i social e le amicizie erano solo quelle concrete.
Il fantastico va in scena
Negli anni '80 il fantastico entrava nelle nostre vite attraverso i film e i fumetti, e spesso il primo di questi due mondi incontrava il secondo e da esso attingeva a piene mani. Flash Gordon nasce prima sulla carta ed insieme alla poderosa colonna sonora scritta dai Queen, approda anche sullo schermo televisivo in una versione che oggi farebbe discutere non poco. Il fantasy stava man mano abbandonato l'elemento mitologico che negli anni '70 ancora andava tanto di moda, in Scontro tra Titani del 1981 ancora appare questa componente sebbene inizi a mostrare i propri segni di debolezza. Progressivamente i riflettori si spostano su un terreno più consumabile quale quello dei barbari, delle leggende, delle avventure, dei grandi cattivi dello spazio e dei mondi incantati.
Pur conservando ancora elementi di science fiction, il fantasy mostra uno stile più vicino al fiabesco. In Krull abbiamo armi magiche, castelli che appaiono e scompaiono, pistole laser e mostri dello spazio. In Legend un giovane Tom Cruise affronta un viaggio avventuroso verso l'antro del Signore delle Tenebre per liberare la sua amata. Il guerriero Yado affianca la coraggiosa Sonja la Rossa in un viaggio per trovare un talismano magico rubato da una regina strega bramosa di dominare il mondo.
Non mancano i riferimenti letterari. Gli anni '80 ci regalano ancora delle interessanti trasposizioni letterarie di opere famose in cui il meraviglioso ed il fantastico ci riavvicinano al tempo in cui i libri erano ancora un portale magico verso luoghi di meraviglia e magia. Le Avventure del Barone di Munchausen di Rudolf Erich Raspe sono solo un esempio.
La fantascienza è servita
Chi ha visto i film degli anni '80 in quel periodo storico sarà certamente rimasto incantato dalla fantascienza. Parallelamente al fantasy, lo spazio, le astronavi, la tecnologia avanzata, hanno sempre esercitato un fascino particolare nelle menti dei giovani telespettatori. In Giochi Stellari assistiamo a battaglie spaziali, vediamo astronavi dalle linee accattivanti, entriamo sul ponte di comando delle astronavi nemiche dove ambientazioni altamente evocative fanno da sfondo alle discussioni strategiche degli equipaggi. La distopia di The Running Man ci fa assaporare un mondo cyber punk che nell'immaginario di quegli anni era la sostanza di una società che avrebbe trovato il proprio inevitabile collasso in un futuro dominato da disumanizzazione e tecnologia. Allo stesso modo la scienza incontrollata produce mostri come ne La Mosca e Leviathan, mostrando un certo pessimismo riguardo l'uso incontrollato della tecnologia che sfugge di mano e si ribella al proprio creatore.
A volte poi la minaccia viene dallo spazio. Al contrario della nave spaziale USCSS Nostromo, questa volta siamo sulla Terra. Nella giungla più fitta Predator lancia un franchise destinato a durare a lungo, nel quale assistiano al confronto tra il genere umano nella sua versione più istintiva e combattiva ed il predatore alieno per eccellenza: tecnologico, progredito ed equipaggiato per far fronte ad ogni opposizione anche nella condizione più ostile. I Critters, gli extra roditori, vedono per poco sfumare il loro primato superati dal più celebre Gremlins per problemi di budget.
A volte però questi alieni sono buoni e ci commuovono. In Starman il nostro visitatore vuole solo tornare a casa e con l'aiuto di Jenny, che col tempo impara a conoscerlo e supera la paura del diverso e dell'incomprensibile, finendo per innamorarsene. Cocoon ci mette di fronte ad alieni che ci fanno un dono incredibile: l'eterna giovinezza. L'aver sfruttato questo dono gratuito ed impagabile ci mette di fronte al rimorso per averlo utilizzato senza freni ed in modo impulsivo.
In Corto Cirtuito, il robot Numero 5 sfugge al programma militare e ci commuove con la sua umanità che si contrappone al cinismo e alla ricerca della superiorità bellica degli umani. Solo Stephanie, l'umana che lo accompagna, sembra capirlo davvero fino in fondo. I bambini androidi non mancano: Daryl è un bambino artificiale, dodato di un cervello elettronico e capace di cose incredibili, si sente strano in mezzo ai suoi coetanei.
La paura fa '80
Negli anni '80 spopola la commedia horror, un genere che pur prendendosi sul serio, spezza i momenti più tesi con frammenti comici o grotteschi. La parola d'ordine era alleggerire la tensione per dare al telespettatore una chiave di lettura più umana ed accessibile alla vicenda. Per me la porta d'accesso a questo mondo è stata Notte Horror, che regolarmente mi teneva incollato davanti allo schermo nelle sere d'estate fino alle ore più improbabili per fare il pieno di emozioni. Finito il film della prima serata, la mia attesa era tutta per Gabriella Golia che anninciava Zio Tibia Picture Show, il programma contenitore che dava poi il via alle danze.
Durante le calde sere d'estate imparai a conoscere le pellicole che divennero poi i cult della mia infanzia e adolescenza ed ampliai il bacino di idee che avrebbero poi forgiato il mio immaginario ed il mio desiderio di apprendere quelle storie che si collocavano al di là della linea del crepuscolo. Ne La Piccola Bottega degli Orrori personaggi surreali, quasi goliardici ci trasportava in una vicenda ai confini della realtà. S.O.S. Fantasmi ripercorreva la vicenda di Ebenezer Scrooge in chiave moderna, sostituendo alla Londra Dickensiana una moderna New York. In quegli anni si iniziava a sentir parlare di Halloween non solo grazie a Michael Myers: in Morte a 33 giri ho iniziato ad assaporare quelle storie dal contorno molto americano rurale in cui storie allucinanti prendevano vita in piccole comunità di provincia apparentemente tranquille.
In Itaia la risposta era sempre più timida, ricca di ingegno ma purtroppo priva dei budget Holliwoodiani. Un B-movie tricolore che divenne cult nel genere è Una notte al Cimitero, una pellicola caratterizzata da una notevole dose di sfumature splatter/thrash ai limiti del cringe che però sembravano essere ciò che serviva per impressionare la gente. Oggi siamo assuefatti a quella macelleria che ormai non spaventa più. Nel bene o nel male si è passato oltre.
Negli anni '80 però il tema della casa è sempre stato dominante. La vecchia magione coloniale infestata da spiriti immondi, spettri e diavolerie simili era una costante, l'ambiente chiuso ed isolato in cui chi vientrava si sentiva immediatamente in trappola, preda di un ambiente che nel nostro immaginario dovrebbe essere caldo ed accogliente e che invece si rivela essere opprimente e insidioso: Chi è Sepolto in quella Casa?, La Casa di Helen, Mirror, Chi vive in quello Specchio, sono solo alcuni esempi meno conosciuti che ci hanno spinto ad esplorare queste case.